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Correttori in crema: come scegliere il colore giusto

Correttori in crema: come scegliere il colore giusto

14 Aprile 2020

Vita frenetica, smog, cattiva alimentazione, sono tante le ragioni che possono spegnere il colorito della nostra pelle e causare imperfezioni o piccoli inestetismi. Per fortuna abbiamo dalla nostra parte dei grandi alleati, i correttori in crema. Capaci di migliorare l'aspetto del nostro incarnato, mimetizzano rossori, occhiaie e segni causati dal tempo, donando al nostro viso un colorito sano e luminoso.

Ma come si usano e come scegliere quello più adatto per una resa perfetta?

I correttori in crema si applicano generalmente prima del fondotinta con l'aiuto di un piccolo pennello piatto, di una spugnetta a goccia o con le dita. Si dividono in quattro tipologie di colore: giallo, viola, arancione e verde.

I correttori gialli sono in grado di annullare le imperfezioni grazie alla sovrapposizione di colore. Sono ottimi per coprire occhiaie violacee, borse sotto gli occhi o capillari visibili.

Diverso è il caso in cui gli inestetismi da nascondere siano di colore tendente al blu come le cicatrici scure o le macchie della pelle causate da una scorretta esposizione al sole. In questo caso la nuance ideale è quella dei correttori arancioni.

Per ridurre qualsiasi tipo di rossore della pelle, cicatrici da acne, eritemi o alterazioni della cute i correttori verdi sono l'alleato numero uno perché uniformano il colorito creando un effetto naturale e delicato.

Infine, per ravvivare il vostro incarnato e donargli un aspetto luminoso dovete scegliere i correttori viola capaci anche di attenuare il colorito grigiastro delle pelli danneggiate dal fumo o quello tendente al giallo delle carnagioni olivastre.

Chiedete consiglio al vostro farmacista di fiducia e non dimenticatevi che la pelle è l'indicatore del nostro benessere. Una corretta alimentazione e uno stile di vita sano vi aiuteranno ad avere una carnagione perfetta!
Alluce valgo: migliora la salute del piede in farmacia

Alluce valgo: migliora la salute del piede in farmacia

11 Aprile 2020

Chiunque soffra di alluce valgo sa benissimo quanto possa essere fastidioso, non solo a livello estetico, ma anche e soprattutto, a livello fisico. Comunemente chiamato "cipolla", è una deformità dell'articolazione alla base dell'alluce.

La cause che portano alla nascita di questa deformazione sono molteplici e vanno dall'utilizzo di scarpe troppo strette o poco adatte alla forma del piede, all'artrite, da patologie come la sindrome di Marfan, fino a fattori genetici.

Il sintomo principale legato a questa irregolarità è il dolore. Ma non solo. Chi soffre di alluce valgo avrà, in prossimità della parte, la pelle più dura, callosa e rossa, gonfiore all'articolazione, l'alluce che punta all'interno verso le altre dita e, più in generale, una modifica della forma del piede.

Un aiuto dalla farmacia!

Per correggere definitivamente questo problema, l'unico modo è affidarsi alla chirurgia, ma solo previa autorizzazione medica e mai per questioni puramente estetiche.

Per fortuna, però, è possibile intervenire anche con altri rimedi che potete trovare comodamente in farmacia e che vi aiuteranno a gestire al meglio questo disturbo.

Ecco i più utilizzati:

  • I cerotti: disponibili in gel o tessuto-non-tessuto, possono essere utilizzati più volte. Si applicano sulla parte e impediscono lo sfregamento del piede nella scarpa, riducendone la pressione.
  • I plantari o distanziatori delle dita: inseriti direttamente nelle scarpe, aiutano il riallineamento delle ossa del piede. Diminuiscono la compressione sulla zona interessata e riducono il dolore.
  • Analgesici: come qualunque tipo di medicinale antidolorifico non risolvono la causa ma aiutano a non sentire il dolore.

In generale, per alleviare i sintomi causati da alluce valgo, è importante utilizzare della calzature comode e con poco tacco. Ideali sono quelle in cuoio morbido perché non esercitano pressione sul piede.

Per scegliere il rimedio più adatto è sempre bene chiedere consiglio al vostro farmacista di fiducia che potrà indicarvi il prodotto migliore in base alle vostre esigenze. Fare delle belle passeggiate non sarà più un problema!

Soffrite di fascite plantare? Ecco come scoprirlo e come curarla

Soffrite di fascite plantare? Ecco come scoprirlo e come curarla

09 Aprile 2020

Sentite dolore sotto la pianta del piede, che si intensifica nella zona del tallone? Probabilmente soffrite di fascite plantare. Questo dolore è provocato dall’infiammazione della fascia plantare, una zona fibrosa e ricca di tessuti, che si estende dal calcagno fino alle dita dei piedi.

Un disturbo, quello della fascite plantare, che può manifestarsi a seguito di sollecitazioni eccessive del piede – come accade frequentemente nei soggetti che praticano corsa e sport in generale – ma che può dipendere anche da un problema fisico-strutturale, ovvero da una ridotta estendibilità dei muscoli posteriori della gamba e della coscia.

La fascite plantare si può prevenire e curare con successo seguendo alcuni accorgimenti. Innanzitutto, se praticate regolarmente attività fisica, prima di iniziare il vostro allenamento prestate attenzione alla fase di riscaldamento. Gli esercizi di stretching sono in grado di aiutare l’estensione di tutte le fasce muscolari posteriori, comprese quelle del piede. Vi accorgerete che il dolore tenderà a diminuire non appena si scaldano i muscoli.

Tuttavia, continuando ad insistere sul piede già indolenzito con le sollecitazioni dell’attività motoria, l’intensità dell’infiammazione può aumentare.

Per questo, se non è possibile optare per un riposo assoluto, è consigliata una cura antinfiammatoria, meglio se localizzata, con microiniezioni dirette alla fascia plantare interessata.

Anche la tecarterapia, molto in voga negli ultimi anni, può aiutare nella cura della fascite plantare: la tecnica che stimola energia dall’interno dei tessuti, attiva e stimola in modo completamente naturali i processi riparativi e antinfiammatori dei muscoli, riducendo la fascite plantare.

Se hai ancora dubbi sulla fascite plantare, chiedi consiglio al tuo farmacista: saprà consigliarti la soluzione ideale per curarla al meglio.
Emicrania con e senza aura: impara a riconoscerla

Emicrania con e senza aura: impara a riconoscerla

07 Aprile 2020

Solo in Italia ne soffrono milioni di persone. Stiamo parlando dell’emicrania, una delle forme più diffuse di mal di testa che, solitamente, si manifesta con una sensazione di dolore acuto o pulsante.

È bene sottolineare che ne esistono diversi tipi e che, a seconda degli effetti che provoca, può essere definita con o senza aura.

Mal di testa? Non sono tutti uguali

L’emicrania senza aura viene spesso anticipata da alcuni sintomi come sbadigli ripetuti, sensazione di irritabilità, aumento della diuresi e fame improvvisa.

In genere si presenta con attacchi frequenti, molto dolorosi e pulsanti, che possono durare anche due o tre giorni. Si sviluppa solo su una parte della testa o del volto e può peggiorare progressivamente con il movimento.

Questo tipo di mal di testa può essere accompagnato da vari disturbi come:

  • pallore;
  • brividi e debolezza;
  • fastidio alla luce, ai suoni e agli odori;
  • nausea o vomito.

L’emicrania con aura, invece, si sviluppa meno frequentemente e può essere scatenata da fattori esterni tra cui lo stress emozionale o fisico, cambiamenti di vita e forti emozioni positive, variazioni atmosferiche repentine, carenza di riposo, disturbi ormonali o rumori troppo forti, ma anche una scorretta attività fisica o alcuni tipi di farmaci e cibi.

Viene definita “con aura” perché collegata a manifestazioni di tipo neurologico che anticipano o seguono il dolore. Tra queste, per esempio, troviamo:

  • formicolii agli arti;
  • abbassamento, annebbiamento o distorsione della vista;
  • riduzione della forza degli arti e della sensazione del tatto;
  • alterazioni del linguaggio.

Per risolvere o alleviare questi disturbi potete rivolgervi al vostro farmacista di fiducia che saprà indicarvi la cura migliore a seconda della tipologia di emicrania da cui siete affetti.

Sport e alimentazione: l´importanza della prima colazione

Sport e alimentazione: l´importanza della prima colazione

04 Aprile 2020

La prima colazione è un momento fondamentale per la salute alimentare di ogni individuo, ancora di più per chi pratica sport.

Le calorie del mattino, infatti, rappresentano il carburante necessario per svolgere al meglio ogni tipo di attività fisica e mentale. Per questo è importante conoscere le sostanze nutritive di ciascun alimento, con l’obiettivo di introdurre nel pasto mattutino quelle ideali per ottenere ottime performance, qualunque sia l’attività sportiva da svolgere.

Se desiderate massimizzare i risultati della vostra attività fisica, è importantissimo seguire regole alimentari ben precise.

Prima di mettersi al lavoro e iniziare a sudare, quindi, è necessario fare il pieno di energie con la colazione.

Innanzitutto privilegiando i carboidrati a lento rilascio di glucosio, capaci di mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue, l’ideale per sentirsi sazi senza appesantirsi. Non solo: i carboidrati a lento rilascio aiutano gli allenamenti rendendoli più efficienti.

Cosa mangiare? Sul tavolo della prima colazione fate spazio ad alimenti ricchi in fibre e con un indice glicemico medio o basso, come orzo, pane integrale, mele e ananas.

Non dimenticate poi, l’importanza delle proteine: la maggior parte di quelle contenute nei cibi, infatti, sono in grado di migliorare le performance fisiche durante l’attività sportiva. Basti pensare che le proteine favoriscono il trasporto di ossigeno nel sangue e, di conseguenza, aiutano l’ossigenazione dei tessuti e dei muscoli, capaci di lavorare con maggiore intensità e minor fatica sotto sforzo.

E ancora, proteine come l’actina e la miosina, migliorano la contrazione muscolare e il movimento, rendendo più proficua l’attività motoria. Sulla tavola, quindi, non potranno mancare uova - ricche di ovoalbumina e lipovitellina, proteine in grado di favorire le performance muscolari - e latte, che, grazie alla sua composizione amminoacidica a catena ramificata, è indicato per accelerare il recupero muscolare.

La colazione proteica con l’aggiunta di carboidrati a lento rilascio di glucosio, rappresenta l’equilibrio perfetto per far partire al meglio una giornata di impegni e allenamento.

Per ottenere il massimo dalla prima colazione, chiedete consiglio anche al vostro farmacista: vi saprà consigliare integratori proteici da abbinare al vostro regime alimentare.
Come funzionano i lavaggi nasali

Come funzionano i lavaggi nasali

02 Aprile 2020

Naso chiuso? Raffreddore? Sinusite? Per respirare bene anche dalla cavità nasale, in caso di congestionamento, può essere utile un lavaggio nasale, da eseguire utilizzando soluzioni saline.

Un rimedio naturale, quello dei lavaggi nasali, che favorisce lo sblocco delle prime vie respiratorie. Come? Sfruttando le proprietà depurative e lenitive della soluzione salina, che deve essere inalata.

Il liquido, in questo modo, passando attraverso le cavità del naso, è in grado di fluidificare il muco, favorendo l’espulsione delle impurità in modo semplice ed immediato. Non solo: i lavaggi nasali consentono di umidificare le narici, dando un rapido sollievo in caso di difficoltà respiratorie.

In farmacia sono disponibili lavaggi nasali già pronti all’uso, da eseguire grazie a pratici spray, oppure possono essere effettuati utilizzando una siringa senza ago, per spruzzare nelle cavità del naso le soluzioni purificanti.

I lavaggi nasali possono essere considerati come un’efficace alternativa, o come cura supplementare, ai classici farmaci decongestionanti che riducono l'ostruzione delle vie respiratorie nasali.

E non è tutto: i lavaggi nasali, infatti, non solo hanno un potere curativo, ma possono essere utilizzati come metodo preventivo contro gli agenti inquinanti, i batteri e i virus. Le soluzioni saline, infatti, favoriscono la salute della flora batterica nasale, migliorando i livelli naturali di protezione dell’intero organismo.

Grazie ai lavaggi nasali la rinosinusite, il raffreddore e, più in generale, le allergie respiratorie possono essere tenute lontane per lungo tempo. E non finisce qui: i lavaggi nasali, infatti, sono un ottimo alleato per trattare con successo anche le occlusioni delle vie uditive.

Basta starnuti: scoperto il farmaco che guarirà il raffreddore

Basta starnuti: scoperto il farmaco che guarirà il raffreddore

31 Marzo 2020

Naso tappato, starnuti, bruciore alla gola, occhi arrossati o che lacrimano. Sono questi i fastidi più comuni causati dal raffreddore, un'infezione virale dovuta a decine di ceppi diversi dello stesso virus, capaci di mutare continuamente.

Se ne contano circa 200. Il più famoso, e apparentemente banale, è il rinovirus e può causare il riacutizzarsi delle patologie in pazienti soggetti ad asma, fibrosi cistica e varie malattie respiratorie anche di maggiore importanza.

Ad oggi, i rimedi utilizzati per alleviare i sintomi da raffreddamento sono molti, dal riposo all'assunzione di analgesici o antipiretici. Quello che ancora non esiste, però, è un farmaco vero e proprio contro questa forma virale.

Quando "la cura" è nel corpo!

Tutto questo fino ad oggi. Nei laboratori di ricerca dell'Imperial College London, un team di esperti si è impegnato a trovare una cura efficace contro il raffreddore, individuandola in una molecola, IMP-1088.

Il "nemico" dei ricercatori è una proteina la N-miristoriltrasnferasi (Nmt). Questa sostanza, contenuta nelle cellule umane, è il bersaglio principale del virus, che la utilizza come veicolo e guscio, proteggendo il suo DNA e aiutandolo a mantenersi in vita.

Il farmaco prodotto, è in grado di bloccare questa proteina evitandone, quindi, il propagarsi.

Il virus ha le ore contate

I risultati dello studio sono stati pubblicati sul Nature Chemistry Journal e la sua sperimentazione direttamente sui pazienti potrebbe iniziare nel corso dei prossimi due anni. Per ora non sono stati riscontrati effetti collaterali importanti, ma è solo dopo questi test che si potrà avere un quadro più preciso della sua efficacia.

In attesa che questo farmaco entri finalmente nelle nostre case possiamo continuare a combattere il virus con i prodotti disponibili in tutte le farmacie, affidandoci ai preziosi consigli del nostro farmacista di fiducia.

Aiuto, ho i pidocchi! Cosa fare?

Aiuto, ho i pidocchi! Cosa fare?

28 Marzo 2020

Prurito in testa, bruciore agli occhi, ponfi e linfonodi ingrossati: potrebbe trattarsi di pediculosi. L’infestazione cutanea provocata dall’attacco dei pidocchi è un disturbo diffuso che può colpire grandi e piccini, specialmente in età scolare.

Come si manifestano i pidocchi?

I piccoli parassiti che vivono solo sull’uomo trovano nel cuoio capelluto, o in altre zone cutanee coperte da peli, un ambiente umido e dalla temperatura favorevole per insediarsi e depositare le uova, conosciute come lendini.

Per nutrirsi, i pidocchi pungono il cuoio capelluto dell’uomo e succhiano il sangue: un’azione che provoca prurito ed irritazione, annunciando il contagio.

Come prevenire e debellare i pidocchi

La prevenzione, come sempre, è la miglior cura.

Per ridurre il rischio di contagio da pidocchi rispettate, e fate seguire anche a vostro figlio, le comuni e corrette pratiche igieniche.

Lavare spesso le mani, evitare il prolungato contatto fisico con estranei, non scambiare oggetti personali e biancheria con altri conoscenti o compagni di classe e non ammucchiare abiti e cappotti in un unico spazio, sono buone norme spesso sufficienti ad evitare l’attacco dei parassiti.

Se, nonostante i propositi, il contagio da pidocchi fosse avvenuto, niente paura: in farmacia esistono numerosi rimedi veloci ed efficaci per debellare i parassiti.

Polveri aspergibili, spray, lozioni o shampoo con formulazioni specifiche, permettono di uccidere gli insetti e di favorire il distacco e l’eliminazione delle lendini e dei pidocchi morti dai capelli.

Un’azione urto attiva in pochi minuti, efficace senza danneggiare il cuoio capelluto.

Soffri di tallonite? Ecco i rimedi

Soffri di tallonite? Ecco i rimedi

26 Marzo 2020

Da qualche settimana ti fa male la parte posteriore del piede e camminare è diventato difficile. Col passare del tempo, poi, il disturbo si è acutizzato e ora l’infiammazione si è estesa all’intera fascia plantare?

Non sottovalutare il problema: potrebbe trattarsi di tallonite.

Un’infiammazione al tallone che crea dolore e che rende molto complesso camminare normalmente.

Le cause? Sono numerosissime: dalle patologie reumatiche, all’artrosi, fino all’eccessiva attività fisica o alle scarpe troppo strette.

Come risolvere questo problema?

I rimedi per la tallonite

  1. Riposo assoluto

La prima cosa da fare, in caso di infiammazione al tallone, è quella di osservare il massimo riposo per non sollecitare la parte già stressata. In questa fase iniziale, applicare del ghiaccio sulla parte dolorante può aiutare ad alleviare il fastidio, così come assumere dei farmaci contro il dolore e l’infiammazione.

  1. Esercizi per distendere i tessuti

Dopo aver ridotto l’infiammazione, è tempo di sollecitare lentamente l’intera zona del piede per recuperare dalla situazione di stress. Un esercizio semplice ed efficace consiste nel contrarre le dita del piede verso l’interno, distendendo tendini e muscoli plantari. Per esercitarti, prova ad afferrare con le dita dei piedi una penna o un tovagliolo, ed esegui almeno 10 ripetizioni.

  1. Plantari e talloniere

Gli sportivi, le amanti di scarpe col tacco o ballerine, o i pazienti che soffrono di tallonite cronica, devono fare particolare attenzione a proteggere questa delicata zona del piede, sorreggendo i muscoli e i tendini nella giusta posizione. In farmacia esistono numerose talloniere e cuscinetti plantari, semplici da introdurre in ogni calzatura e perfetti per assumere la giusta postura e godere del massimo comfort.

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