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Antidepressivi: esponendosi al sole sono più efficaci

Antidepressivi: esponendosi al sole sono più efficaci

25 Febbraio 2020

Ormai è cosa nota, il sole porta con sè tantissimi benefici. Aiuta a curare alcune patologie della pelle e delle ossa, attiva la vitamina D nel nostro organismo e svolge, addirittura, un'azione benefica sul nostro umore.

È proprio così: se pensavate che la sensazione di serenità causata dal sole fosse legata solo alla voglia di estate o alla temperatura più calda, vi sbagliavate. La luce solare, infatti, aumenta la produzione di serotonina, migliorando l'umore e gli stati di depressione.

Il sole "illumina" il nostro umore

Secondo uno studio condotto dalla Monash University di Melbourne, è stato scoperto come, il sole e la sua luce, contribuiscano in modo notevole a migliorare l'efficacia dei farmaci antidepressivi. Secondo questa ricerca, infatti, si è visto come molti casi di depressione si verifichino quando la sensitività alla luce diminuisce.

La reattività alle fonti luminose è vitale per il nostro cervello perché questo le utilizza per regolare le nostre funzioni vitali. La poca luce, ricordando la notte, ci rende sonnolenti e più lenti, tipica condizione delle persone che soffrono di depressione.

Gli antidepressivi permettono ai pazienti di sentirsi meglio, portando a livelli definiti "normali" la sensitività alla luce che, a sua volta, consente all'orologio interno all'organismo di recepire in modo corretto le varie fasi della giornata.

La luce del sole, quindi, ha un potente effetto nei trattamenti antidepressivi agendo positivamente sull'umore. Cosa che, invece, non accade quando si parla di luce artificiale, come quella della televisione o degli smartphone, capace di contrastare l'efficacia dei farmaci.

In caso di depressione è sempre bene rivolgersi al proprio medico e farmacista di fiducia che sapranno indicarvi la cura migliore sia in termini farmacologici che di stile di vita.

Diabete, occhio alla dieta. Ecco cosa mangiare e cosa evitare

Diabete, occhio alla dieta. Ecco cosa mangiare e cosa evitare

22 Febbraio 2020

Quando si sente parlare di diabete si pensa ad una malattia debilitante con la quale è difficile convivere. Non è cosi. Seguendo un'alimentazione corretta ed equilibrata e i consigli medici è assolutamente gestibile.

Cos'è il diabete?

Questa malattia cronica è causata da un aumento della glicemia ovvero i livelli di zucchero nel sangue. Solitamente dipende dalla poca produzione o dalla mal gestione di insulina, che ha il compito di trasformare il cibo ingerito in energia. Quando i livelli di glucosio nel corpo non vengono tenuti a bada, le conseguenze del diabete possono diventare croniche, danneggiando cuore, arterie, reni, occhi e il sistema nervoso periferico.

Prevenzione, amica della salute

Le buone abitudini quotidiane, l'attività fisica regolare e soprattutto una sana alimentazione, sono gli alleati numero uno contro questa patologia. Ѐ bene sapere che esistono veri e propri cibi per diabetici – come verdure crude e pesce – e tabelle che ne indicano i livelli glicemici.

In una dieta corretta per prevenire i sintomi del diabete, è importante in linea generale:

  • ridurre l'assunzione di carboidrati;
  • prediligere ortaggi crudi e legumi;
  • non mangiare cibi ricchi di zuccheri;
  • preferire fibre e alimenti antiossidanti.

Da evitare assolutamente è l'assunzione di alcool, che svolge un'azione negativa sul controllo dei livelli di insulina. In più, è meglio optare pasti più frequenti e a dosi ridotte piuttosto che pranzi o cene molto ricche.

Per essere certi dell'indice glicemico contenuto negli alimenti e della dieta più corretta da seguire, potete rivolgervi al personale specializzato in farmacia che saprà indicarvi i giusti passi da fare.

Pidocchi nei bambini: come riconoscerli e come eliminarli

Pidocchi nei bambini: come riconoscerli e come eliminarli

20 Febbraio 2020

Scuole e asili sono ricominciati e, molto spesso, oltre a compiti e disegni, i vostri figli possono portarvi a casa degli spiacevoli ospiti: parliamo dei pidocchi.

Questi parassiti, per poter sopravvivere, sono obbligati ad insediarsi sull'uomo, in particolare sul suo cuoio capelluto.

Gli ambienti molto affollati, come gli asili e le scuole, ne agevolano la trasmissione e, proprio per questo motivo, il contagio avviene molto velocemente.

Conoscere il "nemico" per combatterlo

Individuare questo parassita può essere difficile perché, oltre ad essere piccolissimo, 2-4 mm, ha anche una colorazione tendente al nero. Molto più visibili, invece, sono le loro uova, di colore biancastro. Ma vediamo insieme come riconoscerli:

  • i pidocchi depongono le uova in zone precise della nostra testa, come la radice dei capelli, la nuca, la parte posteriore delle orecchie e l'attaccatura della frangia;
  • per via delle loro punture causano prurito e, se numerose, possono provocare lesioni al cuoio capelluto fino anche a reazioni allergiche;
  • a differenza della forfora, i pidocchi rimangono ben saldi al fusto del capello.

Prevenirli è possibile esaminando la testa dei vostri bambini almeno una volta ogni due settimane. Controllate bene le zone più soggette, dividendo in ciocche i capelli e pettinandoli accuratamente. Munitevi di lente di ingrandimento e posizionatevi sotto la luce naturale: in questo modo sarà più semplice verificare la presenza di questi parassiti. In caso di contagio, avvisate subito la scuola.

In farmacia potete trovare prodotti specifici per il trattamento contro i pidocchi. È importante seguire sempre in modo attento e preciso le modalità d’uso indicate sulla confezione, chiedendo consiglio al vostro farmacista di fiducia.

Lombalgia: cos´è e come si cura?

Lombalgia: cos´è e come si cura?

18 Febbraio 2020

Se vi è capitato di soffrire di qualche dolore nella parte bassa della schiena, probabilmente avete avuto un episodio di lombalgia o colpo della strega. Questa patologia si presenta in modo del tutto inaspettato per i più svariati motivi, solitamente dopo un movimento brusco. A volte però, per ritrovarsi doloranti, bastano anche dei gesti apparentemente normali come alzarsi dal letto, sollevare un peso leggero o uscire dalla macchina.

La lombalgia, infatti, è causata da uno spostamento anomalo dell'articolazione delle vertebre lombosacrali che, a sua volta, provoca un irrigidimento a livello muscolare. La conseguenza? Dolori molto forti.

Curiamoci con le buone abitudini

Solitamente questo disturbo passa da solo nel giro di pochi giorni e con l'aiuto di qualche antinfiammatorio anche la sensazione di dolore diventa gestibile. Esistono però degli accorgimenti da seguire per evitare questo tipo di problema o alleviarne i sintomi. Vediamoli insieme:

  • riposo: il corpo se lasciato "in pace" è in grado di riequilibrarsi in breve tempo. Per questo non fare sforzi e lasciare che la parte si riposi è fondamentale per la sua guarigione;
  • terapia del freddo: quando la lombalgia è causata da un disturbo muscolo-scheletrico applicare del ghiaccio sulla parte ne riduce l'infiammazione e, quindi, anche la sintomatologia dolorosa;
  • calore umido: se il problema è causato da contratture e si ripresenta nel tempo, usare il calore per distendere la parte e rilassare la muscolatura è la soluzione ideale. Un massaggio con oli caldi, per esempio, può essere un valido aiuto;
  • cambiare materasso: la postura che si assume di notte è fondamentale. Materassi troppo rigidi o troppo molli possono indurre a cattive posizioni che, nel tempo, sono la causa di molti fastidi;
  • curare la postura: il modo di sedersi tipico d'ufficio, con le spalle ricurve, è una delle cause più diffuse di dolore alla zona lombare. Curare la propria postura e svolgere un'attività fisica che rinforzi la muscolatura è fondamentale per equilibrare il peso corporeo e non assumere posizioni sbagliate.

Nel caso i sintomi siano molto forti e serva un rimedio immediato, il vostro farmacista potrà consigliarvi il giusto antinfiammatorio da prendere e, aumentando la vostra soglia del dolore, potrà consentire ad un buon fisioterapista di risolvere il problema.

Menopausa, ecco come non ingrassare

Menopausa, ecco come non ingrassare

15 Febbraio 2020

Per molte donne eliminare i chili di troppo è una vera e propria missione. Ma cosa succede quando non è solo la nostra volontà a impedire questi fastidiosi inestetismi?

Intorno ai 45-50 anni le donne entrano in menopausa. In questa particolare fase della vita, si verifica un calo degli estrogeni e questo, come ogni variazione ormonale, può causare diverse conseguenze, tra cui proprio la tendenza ad ingrassare.

Con l'avanzare dell'età, infatti, il corpo brucia meno calorie e, durante la menopausa, le cellule in cui è contenuto il grasso corporeo aumentano. Questa combinazione di fattori fa sì che, l'energia prodotta in eccesso e non consumata, si accumuli sotto forma di grasso. In più, si assiste ad una diminuzione del tono muscolare e dei tessuti, e a variazioni emotive come l'ansia, che a sua volta può portare a disturbi alimentari. Tutti questi elementi, insieme, concorrono ad aumentare la possibilità di ingrassare.

Menopausa: stop ai chili di troppo

Come fare, quindi, per mantenere il proprio peso sotto controllo e affrontare la menopausa mantenendosi in forma? Per prima cosa è importante seguire un'alimentazione equilibrata, privilegiando verdure come cavolfiore, zucca e melanzane e facendo due spuntini di frutta al giorno. In più:

· consumate un paio di volte la settimana carne bianca e pesce azzurro, ricco di omega 3;

· condite gli alimenti con olio extravergine d’oliva;

· bevete tanta acqua;

· fate attività fisica. Basta camminare 45 minuti al giorno per stare in forma.

In caso di dubbi chiedete sempre consiglio al personale specializzato: vi sapranno dare tutte le informazioni utili per godervi a pieno questo importante cambiamento di vita con un corpo sano e in forma.

Hai una contusione? Prova la pomata all´arnica

Hai una contusione? Prova la pomata all´arnica

13 Febbraio 2020

Quando si parla di contusioni l'età anagrafica non conta. Grandi o piccini, spesso può capitare di farsi male. Uno scivolone giocando con gli amici, un oggetto che ci cade addosso o semplicemente un movimento sbagliato, sono tutte cause che possono portare ad avere dolore, gonfiore e, in alcuni casi, delle infiammazioni localizzate.

Acqua fredda e ghiaccio sono le prime soluzioni a cui si pensa per evitare che il dolore si propaghi e che si formino lividi. Quello che forse non tutti sanno, però, è che la natura ci ha donato un altro rimedio.

Vediamolo insieme.

Un fiore per la salute

L'Arnica montana o semplicemente arnica, è una pianta erbacea perenne della famiglia delle composite che cresce in modo spontaneo nelle regioni alpine e prealpine. Caratterizzata da fiori di colore giallo molto simili alle margherite, ha uno straordinario potere antinfiammatorio e antidolorifico.

Proprio grazie a queste sue proprietà è perfetta, per uso esterno, nel trattamento di ematomi, stiramenti, contusioni, risentimenti muscolari e articolari. Ma non solo. Questa pianta è spesso usata anche dopo operazioni chirurgiche o eventi traumatici.

Avere sempre in casa una pomata o un olio all'arnica è una vera assicurazione contro i piccoli infortuni quotidiani. In più, essendo un prodotto totalmente naturale, è tranquillamente utilizzabile anche per la cura dei bambini.

Un aiuto da usare in modo corretto

Attenzione però, anche con questo tipo di rimedio è necessario seguire qualche piccolo accorgimento.

Per un uso ottimale della crema, è consigliabile applicarla fino a tre volte al giorno, per almeno una settimana, con un massaggio circolare, leggero e non prolungato. Evitate di utilizzarla su dermatiti, lesioni, ferite, escoriazioni o durante la gravidanza e l’allattamento. Questo perché potrebbe causare qualche effetto indesiderato.

Le creme e i prodotti a base di arnica sono acquistabili in farmacia e in erboristeria, dove il personale specializzato saprà indicarvi la corretta modalità d'uso e la formulazione più adatta alle vostre esigenze.

I vantaggi dei lavaggi nasali

I vantaggi dei lavaggi nasali

11 Febbraio 2020

Soffiarsi il naso è un gesto molto semplice. Non tutti, però, sanno che è anche un’azione importantissima per la nostra salute.

La pulizia nasale, infatti, è indispensabile per garantire il corretto funzionamento del naso che, svolgendo una funzione di filtraggio per il corpo, consente di fermare e allontanare batteri, virus, pollini e particelle inquinanti dell’aria.

Ma come funziona il naso? Lavorando a cicli alternati, ogni narice ha un momento di “pausa”, durante la quale smaltisce tutte le sostanze estranee con le quali è venuta in contatto. In più possiede un sistema di secrezione e trasporto mucociliare, che consente la pulizia automatica e costante delle mucose.

A volte, però, a causa di agenti esterni come l’inquinamento, le vie aeree possono ostruirsi e, quindi, risulta indispensabile supportare la naturale funzione.

Pulizia e prevenzione a portata di mano

Per farlo ci vengono in aiuto i lavaggi nasali. Con questo termine si intende la pulizia delle mucose attraverso soluzioni fisiologiche e spray a base di sostanze saline o ipertoniche che, fluidificando il muco presente nel naso, ne favoriscono l’eliminazione.

Questi lavaggi, oltre ad agevolare l’igiene delle narici, svolgono un’azione preventiva verso malattie virali come influenza e virus gastroenterici ma anche raffreddori e riniti allergiche. Nei bambini, poi, aiuta a prevenire infezioni batteriche che possono generare, a loro volta, otiti, sinusiti, faringiti e laringiti.

In più, svolti costantemente, mantengono la corretta detersione delle cavità nasali, contrastando l’introduzione di sostanze esterne e aiutando a ripristinare la naturale umidità delle pareti.

Per avere maggiori informazioni su come eseguirli, potete chiedere consiglio al vostro farmacista di fiducia che saprà indicarvi i prodotti più adatti alle vostre esigenze.

3 soluzioni per smettere di russare

3 soluzioni per smettere di russare

08 Febbraio 2020

Avete trascorso l’ennesima notte insonne accanto al partner che ha russato senza sosta?

Dite addio al cattivo riposo e decidetevi a risolvere il problema della roncopatia – il termine scientifico che indica il russare – una volta per tutte!

Ecco 3 semplici soluzioni per smettere di russare e dormire, finalmente, sonni tranquilli.

  1. Cambiare posizione

Il russamento è causato da un’ostruzione delle vie respiratorie durante il sonno. Il naso e la gola si chiudono parzialmente e i tessuti vibrano, emettendo dei suoni che possono essere anche molto forti e fastidiosi.

Per favorire l’apertura delle vie respiratorie, iniziate con qualche piccolo accorgimento, come cambiare posizione – dormendo sul fianco – e sollevare un po’ il cuscino per alzare il capo rispetto al resto del corpo.

  1. Lubrificare la gola

Se il problema del russare è causato da un rilassamento dei tessuti molli della gola, che vibrano forte durante la notte, provate ad utilizzare degli appositi spray. Questi prodotti, disponibili in farmacia, sono pensati per lubrificare i tessuti e ridurre, quindi, le vibrazioni rumorose.

  1. Dilatare le narici

Se la causa che provoca il russamento è l’occlusione delle narici, provate ad agire in modo meccanico per aprire meglio le vie aeree. Come? Con dilatatori nasali e cerotti che riducono la resistenza incontrata dall’aria che entra nelle narici. Il vantaggio in più? Molti di questi prodotti sono arricchiti anche da olii essenziali e svolgono una preziosa azione balsamica.

Se volete davvero smettere di russare, chiedete consiglio al farmacista per individuare la soluzione più adatta a risolvere il problema in modo rapido ed efficace.
Micosi del cuoio capelluto: curarla in farmacia si può

Micosi del cuoio capelluto: curarla in farmacia si può

06 Febbraio 2020

Se vi è capitato di avere delle chiazze in testa, di forma circolare e prive di capelli, allora avete sicuramente avuto la tinea capitis, più comunemente detta micosi del cuoio capelluto. Questa infezione della pelle è causata da un fungo dermatofita e si manifesta con macchie circolari più o meno grandi, all’interno delle quali possono comparire anche croste.

Questo tipo di micosi colpisce maggiormente i bambini ed è estremamente contagiosa. Il periodo di incubazione è di circa 10-14 giorni ma per fare una diagnosi certa è necessario prelevare materiale biologico dalla parte interessata e farlo esaminare da uno specialista. Solitamente il contagio avviene in contesti molto affollati o poco igienici e tramite la condivisone di oggetti contaminati come asciugamani o pettini.

Il rimedio è in farmacia

Per curare la micosi del cuoio capelluto si utilizzano farmaci antimicotici, sotto forma di compresse - contenenti principi attivi come il Griseofulvina, la Terbinafina e l'Itraconazolo – lozioni e creme specifiche ad uso localizzato. Perfetti, in aggiunta ai medicinali, sono gli shampoo a base di ketoconazolo e selenio disolfuro, che vanno applicati 2-3 volte la settimana per almeno 6 settimane. In ogni caso è lo specialista che deve prescrivere la terapia dopo aver analizzato i sintomi e il materiale biologico e dopo aver valutato l'età del paziente.

Esistono anche cure con antimicotici naturali come per esempio il tea tree oil, particolarmente indicato per questo tipo di micosi, l'aloe vera, il miele o la calendula che svolgono un'azione lenitiva che calma l'infiammazione e idrata la cute.

Per tutti questi prodotti potete rivolgervi al vostro farmacista, che sotto prescrizione medica, potrà indicarvi i farmaci adatti nella formulazione più appropriata alla cura della micosi.
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